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Ignaz  Wrobel

Lettera  di  mio padre

Mio padre mori che io avevo quindici anni.

Non ricordo mi abbia mai parlato molto di politica, di guerra e pace; sicuramente tali conversazioni avranno ben avuto luogo, ma non me ne è rimasto in memoria alcun effetto. Mio padre proveniva da una famiglia di origini modeste. Non è mai stato attivo politicamente.

Davanti a me ho una lettera del 14 dicembre 1894. Scrive:

“Non vado matto all‘idea di consegnarmi come cibo per le folli idee dei signoroni, al contrario, soffro già da ora per il nostro ragazzo, se penso che un giorno dovrà figurare da difensore della patria. Se fossi uno scrittore sarei più suttneriano della Suttner. In fondo in tedesco guerra non vuol dire altro che omicidio privilegiato; quando la gente lassù in alto è confusa, e non sanno più che pesci prendere con la politica e le finanze, allora si tira fuori dallo sgabuzzino la marionetta del patriottismo e la si riveste d‘abito e mantello - l‘arcinemico e l‘eroismo -  ed ecco pronto lo spauracchio. Ognuno si fa‘ naturalmente propugnatore della giusta causa; ognuno si rimette al suo dio privato, ed infine questi stupidi, uomini e donne, genitori e figli, pagheranno il conto; il generale feldmaresciallo si beccherà sette onoreficenze ed un cavalierato, e i poveri familiari del crivellato se li porta il diavolo se non ricevono i 3 marchi mensili di pensione per il padre morto; i figli non vengono pagati, quelli sono in offerta.”

Rendiamo onore alla sua memoria.

    Ora Goebbels può insultare l‘uomo, ed il ministero della guerra può
    emettere una denuncia contro il morto:

per discredito della guerra, diffamazione dello stato e disturbo degli interessidell‘industria tedesca delle croci in legno.

(Ignaz Wrobel: “Brief meines Vaters” . In: WB, Jg. 28 [1932], Nr. 6 vom 9.2.1932, S. 204.; B/W D 2692. Der Text wurde ins Italienische übersetzt von Ralf Medenbach, Berlin.)

 

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